{"id":718,"date":"2012-12-19T07:43:45","date_gmt":"2012-12-19T06:43:45","guid":{"rendered":"http:\/\/vaticanfiles.org\/?p=718"},"modified":"2013-12-19T07:48:24","modified_gmt":"2013-12-19T06:48:24","slug":"il-battesimo-e-lunita-dei-cristiani-una-prospettiva-evangelica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vaticanfiles.org\/en\/2012\/12\/il-battesimo-e-lunita-dei-cristiani-una-prospettiva-evangelica\/","title":{"rendered":"Il battesimo e l&#8217;unit\u00e0 dei cristiani. Una prospettiva evangelica"},"content":{"rendered":"<p align=\"left\"><em>Questo saggio \u00e8 la riproduzione de \u201cIl battesimo e l\u2019unit\u00e0 dei cristiani. Confronto con la prospettiva evangelica protestante\u201d, <\/em>Parola e Tempo <em>XI\/11 (2012) pp. 183-187.<\/em><\/p>\n<p align=\"left\">Nella storia delle varie correnti del protestantesimo, il battesimo \u00e8 stato oggetto di dibattito teologico ed ecclesiale pi\u00f9 che un pacifico e scontato segno d\u2019unit\u00e0. Tutta la Riforma, in continuit\u00e0 con l\u2019insegnamento biblico e la tradizione della chiesa, ha riconosciuto nel battesimo un importante snodo dell\u2019iniziazione alla fede cristiana, ma non ha potuto semplicemente ripetere e consolidare la teologia battesimale ereditata. Il ritorno <i>ad fontes<\/i>, alla Scrittura, ha comportato la rivisitazione critica della teologia e della prassi del battesimo e ha spronato la chiesa a non vivere d\u2019inerzia teologica anche in questo campo e a sviluppare la fedele creativit\u00e0 rispetto alla Parola di Dio<a title=\"\" href=\"#_ftn1\">[1]<\/a>.<\/p>\n<p align=\"left\">La storia successiva al XVI secolo ha consolidato la vocazione del protestantesimo ad essere istanza critica ed autocritica del cristianesimo (con Paul Tillich, si potrebbe dire \u201cprofetica\u201d), non dando semplicemente per acquisito ci\u00f2 che invece doveva e deve essere sempre posto al vaglio della Parola. Questa Parola ha l\u2019autorit\u00e0 spirituale di scalzare ogni equilibrio pre-esistente per riformarlo dalle sue incrostazioni spurie e conformarlo viepi\u00f9 al proprio insegnamento. Sia la Riforma radicale (o anabattista) del XVI secolo che il battismo riformato del XVII secolo, pur con le loro diverse enfasi e preoccupazioni, sono movimenti evangelicamente vivi che obbligano la chiesa a mantenere uno stato di vigilanza teologica.<\/p>\n<p align=\"left\">Il battesimo \u00e8 allora una specie di <i>case-study<\/i> dell\u2019impatto riformatore che il protestantesimo ha avuto e continua ad avere per spronare la chiesa a una maggiore aderenza e fedelt\u00e0 al Signore che si \u00e8 fatto conoscere mediante la Sua Parola. Tale profilo ha delle ripercussioni anche per quanto riguarda la relazione tra il battesimo e l\u2019unit\u00e0 dei cristiani.<\/p>\n<p align=\"left\"><b><i>1. Battesimo e unit\u00e0 del <\/i><\/b><b>corpus christianum<i> <\/i><\/b><\/p>\n<p align=\"left\">Il battesimo che la Riforma sottopose ad analisi critica era un battesimo che aveva assunto diversi significati impropri e che la Riforma contribu\u00ec a spurgare dalle escrescenze della storia. Si trattava di un battesimo appesantito da significati esterni di cui era stato investito impropriamente.<\/p>\n<p align=\"left\">La teoria del <i>corpus christianum<\/i> aveva di fatto portato alla coincidenza tra la comunit\u00e0 della chiesa e quella dello stato. I confini tra le due erano talmente sovrapposti da far assimilare una comunit\u00e0 all\u2019altra e vice versa. Una persona era cristiana in quanto cittadino e cittadino in quanto cristiano. Il battesimo era allora diventato un rito di passaggio che immetteva nella chiesa e, contemporaneamente, nella <i>polis<\/i>. Si trattava, evidentemente, di una forzatura del significato del battesimo che aveva introdotto pesanti distorsioni sulla specificit\u00e0 cristiana dello stesso. Anche la Riforma magisteriale fu condizionata dalla teoria del <i>corpus christianum<\/i> mentre fu la Riforma radicale (l\u2019Anabattismo) a spezzare l\u2019improprio connubio, non senza conflitti e polemiche.<\/p>\n<p align=\"left\">La battaglia dell\u2019Anabattismo fu, tra gli altri elementi, motivata dalla giusta necessit\u00e0 di distinguere le due comunit\u00e0: quella spirituale della chiesa cristiana e quella pubblica della comunit\u00e0 civile. Cos\u00ec facendo, sottopose a revisione critica la prassi di battezzare gli infanti sostituendola con quella del battesimo degli adulti credenti e tolse alla chiesa la funzione civile di amministrare del tutto impropriamente un segno d\u2019ingresso nella <i>polis<\/i>. Il battesimo veniva cos\u00ec sottratto all\u2019equivoco di essere un evento-soglia amministrato dalla chiesa, ma anche con effetti di cittadinanza civile. Esso tornava ad essere quello per cui era stato istituito, all\u2019interno della visione del mondo cristiana, senza dilatazioni ed incrementi che, in realt\u00e0, avevano portato ad una sua contraffazione<a title=\"\" href=\"#_ftn2\">[2]<\/a>.<\/p>\n<p align=\"left\">Senza voler forzare i termini di linguaggi posteriori, si potrebbe comunque dire che riportare il battesimo ad essere un segno di iniziazione cristiana soltanto, senza errate sovrapposizioni di ordine civile, fu un contributo fondamentale al processo di crescita della cultura della laicit\u00e0, nel senso della distinzione tra due sfere che, biblicamente parlando, devono rimanere tali. Il battesimo cess\u00f2 di essere un segno di unit\u00e0 dei cristiani che aveva confuso quell\u2019unit\u00e0 con l\u2019essere parte della comunit\u00e0 civile e si avvi\u00f2 sulla strada per riscoprire il suo significato teologico proprio. L\u2019Anabattismo ha reso un servizio fondamentale alla valorizzazione del profilo cristiano del battesimo, liberato finalmente dalle sovrastrutture civili che lo avevano reso, snaturandolo, un <i>altro<\/i> ordinamento.<\/p>\n<p align=\"left\"><b><i>2. Battesimo e unit\u00e0 dei professanti <\/i><\/b><\/p>\n<p align=\"left\">Un altro fronte della riforma del battesimo riguard\u00f2 il recupero dell\u2019elemento confessante innato nella prassi neotestamentaria di questo ordinamento. Nel Nuovo Testamento, il battesimo segue normalmente la dichiarazione pubblica della fede del battezzando ed \u00e8 amministrato dalla chiesa dopo la predicazione dell\u2019evangelo e dopo la ricezione della medesima nella vita spiritualmente rinata del credente. Esso \u00e8 pertanto un segno della fede professata da parte del battezzando che, in virt\u00f9 di una testimonianza di fede ricevuta, viene battezzato dalla chiesa in quanto credente in Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Si trattava, allora, di rimettere mano alla prassi che aveva visto privilegiare l\u2019amministrazione del battesimo agli infanti per ripristinare il significato confessante dell\u2019ordinamento<a title=\"\" href=\"#_ftn3\">[3]<\/a>. Non era tanto la fede dei genitori, n\u00e9 l\u2019ingresso del neonato in una comunit\u00e0 dell\u2019alleanza, n\u00e9 la forza sacramentale dell\u2019atto in quanto tale, quanto la fede personale, consapevole e pubblica del credente che vedeva nel battesimo un atto di ubbidienza <i>successiva<\/i> alla conversione in comunione con la chiesa. La <i>Confessione di fede battista<\/i> del 1689, che stabilizza la dottrina battista un secolo dopo la Riforma, cos\u00ec si esprime a proposito del soggetti candidati del battesimo: \u201cGli unici soggetti legittimati a sottoporsi a questa ordinanza sono coloro che sinceramente professano ravvedimento a Dio, fede nel nostro Signore Ges\u00f9 Cristo ed obbedienza a Lui\u201d (art. 29)<a title=\"\" href=\"#_ftn4\">[4]<\/a>. Da questo ne consegue un\u2019ecclesiologia non pi\u00f9 moltitudinista (che abbraccia tutti i battezzati, a prescindere dal loro vissuto di fede reale), bens\u00ec confessante (che riguarda tutti i credenti). La chiesa \u00e8, in altre parole, formata dai credenti, non da chi ha ricevuto un sacramento d\u2019iniziazione, ma non vive la fede.<\/p>\n<p align=\"left\">Il battismo evangelico problematizza la comprensione del battesimo come segno che precede la ricezione della fede (<i>ex-ante<\/i>) e sposta l\u2019attenzione sul battesimo in quanto segno che segue la ricezione individuale della fede (<i>ex-post<\/i>). Il battesimo come segno di unit\u00e0 riguarda allora i credenti professanti che, in quanto credenti, sono stati battezzati dalla chiesa. Il criterio di unit\u00e0 risulta rovesciato. Non \u00e8 il battesimo che unisce, ma \u00e8 la fede ricevuta per grazia soltanto da Dio che unisce. Questa fede viene professata dai credenti che, avendone dato testimonianza pubblica col battesimo, sono quindi uniti in Ges\u00f9 Cristo. Il battesimo non \u00e8 allora un sacramento avente un\u2019efficacia a s\u00e9 stante o una forza causativa indipendente, quanto un atto che testimonia una realt\u00e0 che lo precede e di cui il battezzato \u00e8 gi\u00e0 parte in quanto credente. Tra l\u2019altro, anche Karl Barth ha sostenuto che il battesimo \u00e8 la risposta del credente all\u2019appello di Dio sotto forma di confessione di fede, quindi un atto che \u00e8 frutto di una conversione di cui il battesimo \u00e8 testimonianza<a title=\"\" href=\"#_ftn5\">[5]<\/a>.<\/p>\n<p align=\"left\">Lo spostamento di accento ha inevitabili ripercussioni in ambito ecumenico. Il <i>locus<\/i> dell\u2019unit\u00e0 transita dal battesimo alla fede, dal sacramento alla professione, da un atto unico ad una testimonianza continua. Sono uniti non tanto i battezzati, quanto i credenti<a title=\"\" href=\"#_ftn6\">[6]<\/a>. Gli evangelici sono pertanto portatori di una visione d\u2019unit\u00e0 che include non tanto i battezzati, quanto i credenti, tutti i convertiti, i \u201cnati di\u00a0 nuovo\u201d, coloro che credono in Ges\u00f9 Cristo. Naturalmente, ci si aspetta che i credenti siano anche battezzati, ma non \u00e8 il battesimo a renderli credenti (quindi uniti tra loro), bens\u00ec \u00e8 la fede ricevuta e professata a fondare l\u2019unit\u00e0 e a permettere l\u2019amministrazione del battesimo da parte della chiesa.<\/p>\n<p><b><i>3. Battesimo e domande aperte sull\u2019unit\u00e0 dei cristiani<\/i><\/b><\/p>\n<p align=\"left\">Alla luce di quanto esposto in modo approssimativo, risulta chiaro che questa visione del battesimo, cos\u00ec distante dall\u2019accezione cattolico-romana, ma anche da quella ecumenica, ad esempio elaborata nel documento di Lima, <i>Battesimo, Eucaristia, Ministero <\/i>(BEM), pone delle domande di fondo all\u2019idea di un\u2019unit\u00e0 cristiana fondata sul battesimo<a title=\"\" href=\"#_ftn7\">[7]<\/a>. L\u2019unit\u00e0 cristiana \u00e8 semmai fondata su Ges\u00f9 Cristo ed \u00e8 praticata dai credenti in Lui. Il battesimo dei professanti testimonia questa unit\u00e0 gi\u00e0 data, ma non la fonda, n\u00e9 \u00e8 la garanzia che tale unit\u00e0 esista davvero se non \u00e8 vissuta nella fede personale dei credenti in comunione con la chiesa. La confessione di fede dell\u2019Alleanza Evangelica, uno degli organismi rappresentativi del mondo evangelico globale, parla della \u201cunit\u00e0 di tutti i veri credenti\u201d<a title=\"\" href=\"#_ftn8\">[8]<\/a>.<\/p>\n<p align=\"left\">L\u2019importanza del battesimo non \u00e8 per niente disconosciuta, ma relativizzata rispetto alla grazia ricevuta per fede e vissuta concretamente nella vita dei credenti. L\u2019unit\u00e0 in Ges\u00f9 Cristo \u00e8 un dono condiviso da chi crede, in modo trasversale alle appartenenze ecclesiali e in modo reale anche in presenza di differenze secondarie.<\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Gli interrogativi che la teologia evangelica pone alla concezione dell\u2019unit\u00e0 basata sul battesimo sono molteplici e possono essere qui abbozzati solo sommariamente:<\/p>\n<p align=\"left\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Se il battesimo sia portatore di un\u2019efficacia sacramentale o se non abbia un ruolo testimoniale successivo alla conversione;<\/p>\n<p align=\"left\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Se il battesimo sia l\u2019evento-soglia d\u2019ingresso nel popolo di Dio o se non sia la risposta alla grazia ricevuta ad introdurre nel popolo di Dio;<\/p>\n<p align=\"left\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Se il battesimo sia il segno d\u2019unit\u00e0 isolandolo dalle altre qualificazioni dell\u2019unit\u00e0 (secondo Efesini 4,4-6, ad esempio) o se non sia un elemento necessario ma non sufficiente di per s\u00e9 all\u2019unit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"left\">Evidentemente, si tratta di interrogativi densi che disegnano un orientamento diverso della traiettoria teologica. Nella visione evangelica, l\u2019unit\u00e0 cristiana, pur avendo sempre una dimensione ordinamentale, non si fonda propriamente su nessun ordinamento che non sia la grazia di Dio ricevuta per fede e testimoniata nella carit\u00e0. L\u2019unit\u00e0 \u00e8 figlia del primato di Dio pi\u00f9 che di un atto sacramentale della chiesa.<\/p>\n<p align=\"left\">L\u2019iniziazione alla fede \u00e8 compiuta dalla grazia di Dio ed \u00e8 testimoniata dal battesimo, proprio in quest\u2019ordine teologico e cronologico. L\u2019unit\u00e0 \u00e8 reale ed \u00e8 gi\u00e0 data tra tutti i discepoli di Ges\u00f9 Cristo la cui vita \u00e8 stata salvata dall\u2019incontro con Lui<a title=\"\" href=\"#_ftn9\">[9]<\/a>. Si tratta di persone che, secondo il celebre capitolo 17 del vangelo di Giovanni, \u201cosservano\u201d la Parola (v. 6), hanno \u201cricevuto\u201d le parole del Figlio (v. 8) e hanno \u201ccreduto\u201d nel Figlio (v. 8). Non solo loro, ma anche tutti coloro che avrebbero \u201ccreduto\u201d per mezzo della loro parola di testimonianza. Queste, e non altre, sono le persone per cui Ges\u00f9 prega il Padre: \u201cche siano uno\u201d (v. 21).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><\/div>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Mi permetto di rimandare alla mia voce sul \u201cBattesimo\u201d nel <i>Dizionario di teologia evangelica<\/i>, a cura di P. Bolognesi, L. De Chirico, A. Ferrari, Editrice Uomini Nuovi, Marchirolo (VA) 2007, pp. 78-79. Il volume curato da D.F. Wright, <i>Baptism: Three Views<\/i>, Inter-Varsity Press, Downers Grove (USA) 2009 riflette la diversit\u00e0 che la teologia e la prassi del battesimo riscontra anche nel mondo evangelico contemporaneo.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> Naturalmente, nella sua teologia battesimale, l\u2019Anabattismo introdusse anche altri accenti ecclesiologici quali, ad esempio, la prassi del ri-battesimo e l\u2019allontanamento dei credenti dalle vocazioni di servizio pubblico. Sull\u2019Anabattismo rimane fondamentale l\u2019opera di U. Gastaldi, <i>Storia dell\u2019anabattismo<\/i>, 2 voll., Claudiana, Torino 1972-1981.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p align=\"left\"><a title=\"\" href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> Infatti, \u201cnon c\u2019\u00e8 una chiara evidenza per il battesimo dei bambini prima della seconda met\u00e0 del secondo secolo\u201d: E. Ferguson, <i>Baptism in the Early Church<\/i>, Eerdmans, Grand Rapids (USA) 2009, p. 856.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a> Il testo si trova in \u00abStudi di teologia\u00bb, Nuova serie I (1989) p. 186.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref5\">[5]<\/a> Il pensiero di Barth sul battesimo \u00e8 contenuto in K. Barth, <i>Il fondamento della fede cristiana<\/i>, Casa Editrice Battista, Roma 1976.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref6\">[6]<\/a> Nelle societ\u00e0 \u201ccristiane\u201d o \u201cpost-cristiane\u201d, vi sono tante persone battezzate ma non credenti, persone che sono passate nelle acque battesimali ma non danno alcun segno di vitalit\u00e0 cristiana. La domanda \u00e8: vi pu\u00f2 essere unit\u00e0 cristiana con persone che sono state battezzate ma per le quali Ges\u00f9 Cristo non significa nulla?<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p align=\"left\"><a title=\"\" href=\"#_ftnref7\">[7]<\/a> Per una valutazione evangelica del BEM, cfr. H.R. Jones, <i>Gospel and Church. <\/i><i>An Evangelical Evaluation of Ecumenical Documents on Church Unity<\/i>, Evangelical Press of Wales, Bridgend (GB) 1989, pp. 105-130 e P. Schrotenboer (ed.), <i>An Evangelical Response to BEM<\/i>,<i> <\/i>\u00abEvangelical Review of Theology\u00bb 13:4 (1989) pp. 291-313.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref8\">[8]<\/a> La confessione dell\u2019Alleanza Evangelica si trova in P. Bolognesi \u2013 L. De Chirico, <i>Il movimento evangelicale<\/i>, Queriniana, Brescia 2002, p. 93. Un\u2019altra dichiarazione evangelica contemporanea afferma che \u201ci cristiani rigenerati dallo Spirito Santo \u2026 possono sperimentare una unit\u00e0 autentica e biblica, fermo restando l\u2019appartenenza a diverse denominazioni\u201d, <i>Dichiarazione di Wheaton<\/i> (1966) in <i>Dichiarazioni evangeliche. Il movimento evangelicale 1966-1996<\/i>, a cura di P. Bolognesi, EDB, Bologna 1997, p. 23.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref9\">[9]<\/a> Cfr. D.M. Lloyd-Jones, <i>La base dell\u2019unit\u00e0 cristiana<\/i>, Edizioni Passaggio, Mantova 1997. Nell\u2019esposizione di Giovanni 17 e Efesini 4, Lloyd-Jones presenta il modo in cui la Bibbia intende l\u2019unit\u00e0. Innanzitutto, l\u2019unit\u00e0 \u00e8 prodotta dallo Spirito Santo e riguarda le persone rigenerate; essa \u00e8 opera di Dio ed \u00e8 estesa a coloro che \u201csono stati dati\u201d a Cristo dal Padre (Gv 17,6.9.11), a quelli che sono stati \u201cchiamati a una sola speranza\u201d (Ef 4,4). Proprio perch\u00e9 \u00e8 data da Dio, l\u2019unit\u00e0 \u00e8 un privilegio esclusivo dei credenti. In secondo luogo, la condizione imprescindibile per la conservazione dell\u2019unit\u00e0 \u00e8 la comune confessione nell\u2019unico e vero Dio rivelato nella Bibbia. L\u2019unit\u00e0 per Lloyd-Jones non pu\u00f2 andare a scapito della verit\u00e0 evangelica ma, al contrario, \u00e8 fondata su di \u201cuna sola fede\u201d (Ef 4,5) e sulla parola del Signore che \u00e8 verit\u00e0 (Gv 17,17). Di qui l\u2019opposizione alla considerazione della dottrina come un elemento di secondaria importanza ai fini dell\u2019unit\u00e0. Terzo, per Lloyd-Jones l\u2019unit\u00e0 ha una dimensione spirituale primaria anche se necessariamente si manifesta visibilmente (Gv 17,20-23; Ef 4,3). L\u2019unione mistica delle tre persone della Trinit\u00e0 \u00e8 indicativa della natura dell\u2019unit\u00e0 tra i credenti. Anche se ha un risvolto economico, il legame interno alla Trinit\u00e0 \u00e8 spirituale e quindi l\u2019elemento istituzionale dell\u2019unit\u00e0 si fonda su questa dimensione e non viceversa. Da ultimo, l\u2019unit\u00e0 tra i credenti deve essere conservata fino al raggiungimento della sua pienezza escatologica (Gv 17,11 e Ef 4,3.11-16). In quest\u2019ottica, l\u2019unit\u00e0 non deve essere creata artificiosamente ma preservata e promossa fino a quando sar\u00e0 completamente realizzata dal Signore nel compimento dei tempi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/dot.png\" style=\"border:0px; padding-top: 5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Google Plus\",\"Pinterest\",\"Linkedin\",\"Email\",\"Print\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"medium\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"Il%20battesimo%20e%20l%27unit%C3%A0%20dei%20cristiani.%20Una%20prospettiva%20evangelica\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo saggio \u00e8 la riproduzione de \u201cIl battesimo e l\u2019unit\u00e0 dei cristiani. 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