{"id":517,"date":"2000-11-15T10:09:24","date_gmt":"2000-11-15T09:09:24","guid":{"rendered":"http:\/\/vaticanfiles.org\/?p=517"},"modified":"2013-06-28T10:11:09","modified_gmt":"2013-06-28T08:11:09","slug":"dominus-iesus-una-lettura-evangelica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vaticanfiles.org\/fr\/2000\/11\/dominus-iesus-una-lettura-evangelica\/","title":{"rendered":"Dominus Iesus. Una lettura evangelica"},"content":{"rendered":"<p>(con particolare riferimento alla IV sezione su \u201cUnicit\u00e0 e unit\u00e0 della Chiesa\u201d)<\/p>\n<p>15\/11\/2000<\/p>\n<p>La DI \u00e8 un documento \u201cinterno\u201d al cattolicesimo anche se, trattando tra l\u2019altro di ecumenismo, \u00e8 naturale che sia stato letto anche al di fuori della chiesa cattolica. E\u2019 da apprezzare, pertanto, l\u2019iniziativa del SAE volta ad ascoltare anche una voce evangelica, non chiamata direttamente in causa dal documento ma comunque un soggetto che \u00e8 interessato ai temi della DI. Far\u00f2 qualche considerazione generale sul documento per poi concludere con qualche riflessione sulla portata teologica ed ecumenica dello stesso.<\/p>\n<p>1. Innanzitutto, \u00e8 da notare lo stretto <i>collegamento<\/i> della DI con il magistero recente della chiesa. Di fatto la DI non \u00e8 un testo a se stante ma una raccolta di testi cuciti insieme. Al di l\u00e0 del numero di citazioni magisteriali presenti nel testo (102) \u00e8 da notare come gli elementi caratterizzanti del documento (che sono stati quelli pi\u00f9 aspramente criticati da parte protestante) siano ripresi direttamente dal Vaticano II e dalle recenti encicliche (in particolare la \u201cRedemptoris missio\u201d). Per parafrasare il titolo di un celebre romanzo di Remarque, si potrebbe dire: \u201cNiente di nuovo sul fronte cattolico\u201d! Risultano pertanto sproporzionate le reazioni critiche di coloro che hanno visto nel documento una \u201cnovit\u00e0\u201d reazionaria all\u2019interno della chiesa. Al contrario, la DI cita e ricita un magistero trito e ritrito.<\/p>\n<p>2. E\u2019 da apprezzare anche la <i>chiarezza<\/i> del linguaggio della DI. Finalmente un documento sull\u2019ecumenismo che non indulge nella pratica dell\u2019\u201cecumenichese\u201d, con tutte le sue finezze retoriche che nascondono i problemi invece di affrontarli! Il gergo ecumenico, a volte, pu\u00f2 risultare un ostacolo al dialogo perch\u00e9 vuole fare quadrare il cerchio. La DI, invece, pu\u00f2 non essere \u201cecumenicamente corretta\u201d ma \u00e8 teologicamente piana. La chiesa cattolica, con tutta la sua sapienza dialettica, parla in modo comprensibile. E\u2019 un parlare duro, spigoloso, da primo della classe, ma \u00e8 chiaro. Nella babele ecumenica, ci voleva.<\/p>\n<p>3. La DI si caratterizza anche per la profonda <i>onest\u00e0 intellettuale<\/i> che la pervade. L\u2019agenda ecumenica della dichiarazione \u00e8 limpida: in soldoni, si pu\u00f2 riassumere cos\u00ec: la chiesa cattolica, nell\u2019aprirsi al dialogo ecumenico, non fa sconti di alcun tipo, men che meno nel campo dell\u2019ecclesiologia. La chiesa cattolica non si \u201cprotestantizza\u201d, nel senso che non alleggerisce la sua autocomprensione ecclesiologica. Essa fa ecumenismo nella pienezza del suo considerarsi la chiesa e salvaguardando l\u2019integrit\u00e0 della sua ecclesiologia. Lo scoglio ecclesiologico non viene bypassato, n\u00e9 addolcito, n\u00e9 ridimensionato. L\u2019impianto ecclesiologico attuale \u00e8 un limite invalicabile. Paradossalmente, anche questo aiuta nel dialogo perch\u00e9 chiarisce le posizioni e gli obbiettivi.<\/p>\n<p>4. Infine, qualche osservazione di merito teologico specialmente sul n.17. Si ribadisce il \u201cgoverno\u201d del Successore di Pietro sull\u2019unica chiesa e si dice che il primato \u00e8 del papa \u201coggettivamente\u201d. Ora, di fronte a ci\u00f2 che si d\u00e0 oggettivamente, non c\u2019\u00e8 altro da fare che arrendersi all\u2019evidenza. Nella \u201cUt unum sint\u201d, l\u2019attuale papa aveva espresso la disponibilit\u00e0 a modificare le \u201cforme\u201d del primato ma non la \u201csostanza\u201d, in nessun modo. Se la \u201csostanza\u201d del papato \u00e8 data \u201coggettivamente\u201d, l\u2019ecumenismo della DI sembra essere un rigurgito della \u201cMortalios animos\u201d: tornate all\u2019ovile del papa. Pu\u00f2 l\u2019ecclesiologia darsi \u201coggettivamente\u201d? Non si dovrebbe dire piuttosto \u201cbiblicamente\u201d o \u201cstoricamente\u201d? E\u2019 l\u2019ecclesiologia un dato quasi ontologico? E\u2019 possibile una conversione ecumenica delle attuali strutture di governo della chiesa cattolica, date le sue premesse \u201coggettive\u201d?<\/p>\n<p>5. Nel n.17 della DI e nella \u201cNota sul termine Chiese sorelle\u201d, si ritorna sulla questione di quali siano gli elementi caratterizzanti l\u2019ecclesialit\u00e0 di una comunit\u00e0 cristiana. Si ribadisce che, tra gli altri, essi sono da ricercare nell\u2019episcopato valido e nell\u2019integra sostanza del mistero eucaristico. Di fronte a questi criteri, molte chiese evangeliche sono propriamente delle \u201ccomunit\u00e0\u201d cristiane, delle chiese di serie B. Ma chi ha il diritto di dare le patenti di ecclesialit\u00e0 agli altri? E\u2019 ancora possibile considerare una forma storica di governo della chiesa (l\u2019episcopato) una \u00abnota ecclesiae\u00bb aggiuntiva ed essenziale? Certamente, tutto ci\u00f2 calza con il darsi \u201coggettivo\u201d dell\u2019ecclesiologia cattolica. Lo scenario ecumenico della DI prevede una resa unilaterale ed incondizionata delle chiese deficienti al governo del papa?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_toolbar\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/dot.png\" style=\"border:0px; padding-top: 5px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_t=new Array(\"Twitter\",\"Facebook\",\"Google Plus\",\"Pinterest\",\"Linkedin\",\"Email\",\"Print\");var hupso_background_t=\"#EAF4FF\";var hupso_border_t=\"#66CCFF\";var hupso_toolbar_size_t=\"medium\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_url_t=\"\";var hupso_title_t=\"Dominus%20Iesus.%20Una%20lettura%20evangelica\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/share_toolbar.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(con particolare riferimento alla IV sezione su \u201cUnicit\u00e0 e unit\u00e0 della Chiesa\u201d) 15\/11\/2000 La DI \u00e8 un documento \u201cinterno\u201d al cattolicesimo anche se, trattando tra l\u2019altro di ecumenismo, \u00e8 naturale che sia stato letto anche al di fuori della chiesa cattolica. 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